L’America spiegata agli Italiani #33

Zucca

Di questi tempi in America è decisamente iniziata la stagione della zucca.

Questa è la stagione in cui gli Americani fanno visita alle fattorie per scegliersi la loro personale zucca

Ma non solo. Gli scaffali dei supermercati si riempiono, oltre che di caramelle e dolcetti da distribuire a Halloween, anche di qualsiasi gadget zucchiforme, tutto è arancione, tutto profumato alle pumpkin spices, compaiono la birra aromatizzata con zucca e spezie

nei menu della colazione arrivano i pumpkin pancakes

Starbucks serve il pumpkin spice latte

Tutti fanno scorta di polpa di zucca in barattolo per preparare i dolci di stagione

Zucche di varie forme, colori e grandezze sono usate come decorazioni ovunque

Insomma non c’è dubbio, se per noi sono l’uva, le castagne e i funghi, in America è sicuramente la zucca il simbolo dell’autunno!

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L’America spiegata agli Italiani/America for (Italian) Dummies #31

Prendo in prestito queste immagini dal sito de Il Post.

I borrow these pics from the Italian online newspaper Il Post.

Periferia americana/American neighborhood by photographer Andrea Pugiotto

Per la serie completa/For the whole collection please see: http://www.ilpost.it/2014/03/21/periferie-americane/kentucky-neighborhood/

Kentucky Neighborhood  ©Andrea Pugiotto

Kentucky Neighborhood
©Andrea Pugiotto

L’America spiegata agli Italiani #30

E a questo punto non possiamo farci mancare gli snacks dolci, le merendine da distributore automatico.

Di dolci veri ne abbiamo già parlato qui e su quelli nessuno ha da ridire. Così come nessuno ha da ridire sulle portate dolci del breakfast o del brunch (anzi, slurp!).

Di snacks discutibili ne abbiamo anche noi in italia: le varie barrette, i mars/twix/kit-kat, i prodotti kinder-ferrero, le merendine mulino bianco e di altre marche, ma anche in questo caso come in quello degli snacks salati, i gusti americani sono davvero diversi dai nostri.

E anche in questo caso vi lascio al video, che da solo dice tutto

L’America spiegata agli Italiani #29

Abbiamo già parlato di snack e merende americane fatte in casa 16, di discutibile cibo da fiera, ora parliamo di snack preconfezionati, quelli che si trovano nei distributori automatici o vicino alle casse dei supermercati o dei piccoli negozi.

Ma questa volta ve lo faccio raccontare da un video altamente istruttivo, che dice davvero tutto.

Buona visione

L’America spiegata agli Italiani #28

E’ da poco passato il Memorial Day che di solito apre la stagione dei barbecue.

E cosa c’è di più autenticamente americano di un BBQ (a loro piacciono un sacco le abbreviazioni e gli acronimi) dietro casa?

Sì, d’accordo, le grigliate si fanno anche da noi (ne ho scritto qui https://misshome.wordpress.com/2014/05/14/316-i-miss-grigliate-1 e qui https://misshome.wordpress.com/2014/05/17/319-i-miss-grigliate-2/ ), ma il BBQ americano è davvero un’altra cosa. Noi abbiamo la buona vecchia griglia o la pietra ollare (che comunque sanno il fatto loro), ma loro hanno dei barbecue fichissimi

Il menu prevede salsicce, wurstel, burger, pollo, ribs (costolette), accompagnati da cole slaw (insalata di verza), insalata di patate, pannocchie…

accompagnate dalle varie salse.

poi birre per gli adulti, grandi caraffe di limonata e iced tea

Una tradizione ancora in voga prevede una netta divisione dei compiti in base al ruolo di genere: la griglia è cosa da maschi (più o meno alpha) le femmine preparano caraffe di margaritas.

L’America spiegata agli Italiani #27

Il Mall o Shopping Mall

il luogo di ritrovo degli adolescenti americani

dove incontrano gli amici, se ne stanno seduti a chiacchierare, spettegolare, guardare chi passa, incontrano i loro fidanzatini/le loro fidanzatine.

Pranzano o cenano alla food court

dove si può scegliere tra almeno 4 o 5 diversi fast-food, poi magari fanno un po’ di shopping, o prendono un gelato, o un milk shake

magari si guardano un film al cinema

è così fin dagli anni ’50, l’epoca alla quale risalgono i primi Shopping Malls americani.

quando da noi il massimo della vita era andarsi a prendere un gelato sotto casa, fare una passeggiatina al parco, o sul lungomare, andare al cinema in parrocchia.

Ora anche in Italia i grandi centri commerciali sono comuni, ma ho l’impressione che restino più un posto per famiglie, per la grande spesa mensile, o per un raid di shopping più che luogo di socializzazione.

In fin dei conti da noi le vasche in centro a guardare le vetrine, mangiando un gelato da passeggio, o il buon vecchio ritrovarsi in piazzetta funzionano alla grande.

In America i Malls sono una tradizione così antica che ci sono addirittura centri commerciali fantasma.

Vecchi, spettrali centri commerciali abbandonati

L’america spiegata agli Italiani #26

Non vorrei dare l’impressione, con le mie descrizioni umoristiche della mia esperienza d’oltremare, di sparare a zero sull’America.

Per fugare ogni dubbio in merito e per dare, come dice il proverbio, un colpo al cerchio e uno alla botte, oggi vorrei parlare con solenne devozione di uno degli aspetti più sacri della cultura americana.

I dolci.

Ebbene sì.

I dolci americani sono notevoli.

Non ultimo nell’aspetto.

I cupcakes, che non hanno bisogno di presentazioni.

Da non confondere con i muffins, errore comune per gli italiani. L’impasto e la consistenza sono diverse, le cupcakes sono schiacciate e ricoperte di frosting, o icing, che può essere a base di panna o di formaggio cremoso. Praticamente infinite le varianti.

Le pies.

Difficile da tradurre; in teoria pie sarebbe ‘pasticcio’, non in senso negativo ma nel senso di ‘tortino’, esempio ‘pasticcio di carne’.

Nel caso delle pies intese come desserts, tradurrei con ‘crostate’, per via della presenza della crust; anche se va detto che non si tratta di pasta frolla ma brisée, non dolce. A differenza delle crostate di casa nostra poi non sono farcite di marmellata ma di frutta fresca che cuoce in forno con la pasta. Pure qui naturalmente infinite e deliziose sono le possibili declinazioni

Apple pie; vero simbolo americano, “as american as apple pie” si dice, anche se la ricetta arriva ovviamente dall’Inghilterra con i primi coloni. Ripieno di cubetti di mela, con un po’ di zucchero burro e spezie.

Pumpkin pie; ripieno di zucca cotta al forno e passata, che si trova anche già pronta in barattolo, uova, panna o latte condensato, zucchero e una miscela di spezie.

Pecan  pie; noci pecan su una cremina ottenuta con amido di mais acqua e zucchero di canna.

Peach pie; come quella di mele ma con le pesche;

Cherry pie;  come prima ma con ciliegie…

Spesso servite con una pallina di gelato alla vaniglia, versione detta à la mode, o con panna montata.

Cheese cakes, pure queste non necessitano presentazioni. Base di frolla ottenuta con biscotti sbriciolati e burro, crema a base di formaggio, uova zucchero, decorata con lamponi, o fragole, frutta, cioccolato o altro.

E le mie due preferite: banana cream pie: una sorta di cheese cake ma con crema e banana,

Key Lime pie: crostata con crema latte condensato aromatizzata al lime delle isole Key e meringa, se ne parla pure in una puntata di Dexter.

I cookies, i biscotti, bei biscottoni con gocce di cioccolato, o con uvetta, o cioccolato bianco, o arachidi.

E crediateci o no, nonostante il primato universale del gelato italiano, ora sì che vi stupirò, se si parla di gelato industriale, quello americano è meglio.

Alcune varietà americane di gelato poi sono davvero strepitose: lo s’more, che imitando lo s’more, di cui ho già parlato, è un gelato alla vaniglia con pezzettoni di cioccolato,

pezzetti di biscotti e ciliegie; quello all’oreo cookie, di nuovo alla vaniglia con pezzi di biscotti oreo

e il mitico cookie dough, sempre vaniglia con pezzetti di cioccolato ma anche palline di impasto per biscotti, sì, e sì, crudo, e già, lo so, suona terribile ma è fantastico, presenza fissa nel mio freezer.