Quando l’Italia incontra l’America #2

In molti sensi l’America è un mito per gli Italiani.

Le grandi strade che costeggiano grandi montagne o deserto con tanto di cactus, i grattacieli e le piccole città con le case di legno con il portico, le macchine, i road trip, le squadre di football e baseball dei licei, i motels e i diners

Tutti siamo cresciuti con film e telefilm americani e tutti ci siamo costruiti la nostra immagine più o meno favoleggiante e favolosa degli States.

Le mode portano periodicamente pezzi di America nella cultura italiana.

In principio furono i fast-food. I vari Burghy e MacDonald’s, i negozi di jeans Levi’s. Poi piano piano è arrivato il resto. Le catene di abbigliamento, tipo Gap, la moda dei macchinoni tipo truck

Uno dei periodi più popolari della storia americana sono di certo gli anni Cinquanta, anche se non lo sappiamo, è da lì che arrivano molti dei nostri miti.

Ultimamente gli anni Cinquanta vanno un sacco, ed ecco infatti un fiorire di locali ispirati ai mitici fifthies.

In Francia c’è una catena, HP, sigla che sta per Happy Days.

In Italia ci sono American graffiti, con sedi un po’ ovunque,

e  1950 American diners, in Toscana e prossimamente in Emilia Romagna.

 

Di recente sono stata nel primo locale di ispirazione americana e anni ’50 della provincia di La Spezia, l’Happy Days di Brugnato (SP) “good food for nice people

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Ambiente decisamente 50s

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con tanto di chevrolet per bancone, juke box con 45 giri funzionante e statua di Elvis all’ingresso

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Menù filologicamente corretto, burgers in varie declinazioni, hot dogs,  fries, alette di pollo piccanti, nachos per un tocco tex-mex, fish&chips per un tocco british, milk shakes e dolci

Mancano le salse sul tavolo, mancano l’acqua gratis e il free-refill delle bibite, ma purtroppo molte cose che negli States hanno un costo irrisorio e sono distribuite gratuitamente o a costi contenutissimi, non sono così a buon mercato in Italia. A parte questo però tutto very American.

Ho provato le alette con fries versione dippers (alte e con la buccia, croccanti fuori morbide dentro), burger di carne locale ben pasciuto, cheese cake e torta al cioccolato, tutto ottimo.

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Ma il terreno dell’incontro fra Italia e America è la pasta frolla al posto della pasta brisée della apple pie (e sì, qui i puristi storceranno il naso)

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e nel fatto che, per la clientela più tradizionalista, il menù offre anche pizza, e, dato che siamo in Liguria, farinata e focaccia al formaggio.

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Welcome to an Italian Diner-Pizza!

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When America meets Italy #1

In the middle of an undeniable creativity crisis, but inspired by recent adventures I open a new section devoted to Italo-American hybridizations.

And since food is one of my cavalli di battaglia or my forte (come on, let’s admit it, food is so much better than people) of course I am goingo to start with culinary encounters.

This Christmas I decided to revisit a big Italian classic: il cappone arrosto adding… a Thanksgiving touch.

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Namely a good, classic stuffing in perfect Thanksgiving style.

(For the record I used Martha Stewart’s recipe)

The first step of the recipe is a soffritto, the very basis of any Italian recipe, nothing is more Italian than a soffritto, the rest of the ingredients (bread and herbs), are very common in Italian cuisine, the mix of bread, nuts, and raisins is typical especially in some regions.

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At the end of the day we are not so different!

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Served with roast potatoes with garlic and rosemary. Très chic.

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And there we go, I thanksgivinized Christmas!