L’America spiegata agli Italiani #27

Il Mall o Shopping Mall

il luogo di ritrovo degli adolescenti americani

dove incontrano gli amici, se ne stanno seduti a chiacchierare, spettegolare, guardare chi passa, incontrano i loro fidanzatini/le loro fidanzatine.

Pranzano o cenano alla food court

dove si può scegliere tra almeno 4 o 5 diversi fast-food, poi magari fanno un po’ di shopping, o prendono un gelato, o un milk shake

magari si guardano un film al cinema

è così fin dagli anni ’50, l’epoca alla quale risalgono i primi Shopping Malls americani.

quando da noi il massimo della vita era andarsi a prendere un gelato sotto casa, fare una passeggiatina al parco, o sul lungomare, andare al cinema in parrocchia.

Ora anche in Italia i grandi centri commerciali sono comuni, ma ho l’impressione che restino più un posto per famiglie, per la grande spesa mensile, o per un raid di shopping più che luogo di socializzazione.

In fin dei conti da noi le vasche in centro a guardare le vetrine, mangiando un gelato da passeggio, o il buon vecchio ritrovarsi in piazzetta funzionano alla grande.

In America i Malls sono una tradizione così antica che ci sono addirittura centri commerciali fantasma.

Vecchi, spettrali centri commerciali abbandonati

Books for Italian Dummies #2

Arthur Asa Berger, Understanding American Icons: An Introduction to Semiotics, Left Coast Press, 2011.

The Italian title might be misleading: American icons. Viaggio tra i luoghi più significativi della cultura Americana (Milano, Franco Angeli, 2014): ‘Journey through  the most significant Places of American Culture’.

The word “semiotic” is not mentioned (carefully avoided?), so the curious reader looking for some pleasant book to learn more about life in the US or the traveller looking for something entertaining to read on the plane and prepare for hit visit in the Land of Freedom, might think “this is the right one”.

The table of contents will surely attract this kind of audience: Disneyland, the Grand Canyon, the Golden Gate Bridge, the Statue of Liberty, Coney Island, Alcatraz, Mount Rushmore.

But this is not a light reading. Not a tourist guide, definitely not “America for Dummies”. An good essay, of course, but an essay indeed, written by a Professor, not a dictionary or a novel.

I would say a very interesting reading for ambitious Italian, scholars, or Americans who want to learn more about their own culture.

L’America spiegata agli Italiani. In libri #2

Arthur Asa Berger, American icons. Viaggio tra i luoghi più significativi della cultura Americana, Milano, Franco Angeli, 2014.

Il termine luoghi nel titolo, va inteso letteralmente: questo libro descrive una serie di luoghi simbolo, quelli che si vedono nei film e nelle serie-tv, quelli in cui gli Americani stessi vanno da turisti.

Basta leggere l’indice per rendersene conto: Disneyland, il Grand Canyon, il Golden Gate Bridge, la Statua della Libertà, Coney Island, Alcatraz, il monte Rushmore e altri.

Un libro da mettersi in borsa prima di partire per gli USA per avere a portata di mano notizie e curiosità dei posti che si vedranno? Sì e no. Dipende dai gusti. Di certo non è una guida turistica, né una lettura leggerina. Ci sono fatti storici di quelli che normalmente le guide turistiche con l’ombrellino rosso citano, ma è più che altro un saggio, che analizza il valore culturale, sociale e antropologico dei luoghi descritti. Nel farlo cita scrittori, storici, sociologi, psicanalisti Freud compreso.

Non certo una guida per Italiani alle prese con la cultura americana, ma un saggio per Italiani ambiziosi, per americani curiosi o per chi già conosce ma vuole sapere di più della cultura americana.

America for (Italian) dummies #26

I don’t want to give you the wrong impression… I don’t want to seem critical with my humor about my American experience.

So here’s a nice and entirely positive post about something that any Italian will love.

American sweets.

Cupcakes don’t need introduction. A myth.

But be aware that many Italians mistake cupcake and muffin

Make sure to explain the difference to your Italian friends.

Pies.

A concept that don’t belong to the Italian tradition, difficult to translate, of course the best way to learn is practicing, so make sure to introduce your Italian friends to this noble tradition by offering them different pies.

Pumkin pie, is a must

so does Pecan pie, those nuts are not easy to find in Italy

In Italy is not common as well serving pies with ice-cream, so don’t forget the à la mode version.

Cheese cakes are quite popular too… but the original is always the original!

(Personal favorite:

Banana Cream Pie

and Key Lime Pie

)

Cookies

maybe with a glass of milk, and any Italian will feel like the hero of his favorite tv-serie

Ice cream

Believe it or not, even if Italian gelato is the best in the world, packaged ice-cream is better in the US.

And then, in Italy we don’t have cookie dough…

I will confess that I miss this one!

L’america spiegata agli Italiani #26

Non vorrei dare l’impressione, con le mie descrizioni umoristiche della mia esperienza d’oltremare, di sparare a zero sull’America.

Per fugare ogni dubbio in merito e per dare, come dice il proverbio, un colpo al cerchio e uno alla botte, oggi vorrei parlare con solenne devozione di uno degli aspetti più sacri della cultura americana.

I dolci.

Ebbene sì.

I dolci americani sono notevoli.

Non ultimo nell’aspetto.

I cupcakes, che non hanno bisogno di presentazioni.

Da non confondere con i muffins, errore comune per gli italiani. L’impasto e la consistenza sono diverse, le cupcakes sono schiacciate e ricoperte di frosting, o icing, che può essere a base di panna o di formaggio cremoso. Praticamente infinite le varianti.

Le pies.

Difficile da tradurre; in teoria pie sarebbe ‘pasticcio’, non in senso negativo ma nel senso di ‘tortino’, esempio ‘pasticcio di carne’.

Nel caso delle pies intese come desserts, tradurrei con ‘crostate’, per via della presenza della crust; anche se va detto che non si tratta di pasta frolla ma brisée, non dolce. A differenza delle crostate di casa nostra poi non sono farcite di marmellata ma di frutta fresca che cuoce in forno con la pasta. Pure qui naturalmente infinite e deliziose sono le possibili declinazioni

Apple pie; vero simbolo americano, “as american as apple pie” si dice, anche se la ricetta arriva ovviamente dall’Inghilterra con i primi coloni. Ripieno di cubetti di mela, con un po’ di zucchero burro e spezie.

Pumpkin pie; ripieno di zucca cotta al forno e passata, che si trova anche già pronta in barattolo, uova, panna o latte condensato, zucchero e una miscela di spezie.

Pecan  pie; noci pecan su una cremina ottenuta con amido di mais acqua e zucchero di canna.

Peach pie; come quella di mele ma con le pesche;

Cherry pie;  come prima ma con ciliegie…

Spesso servite con una pallina di gelato alla vaniglia, versione detta à la mode, o con panna montata.

Cheese cakes, pure queste non necessitano presentazioni. Base di frolla ottenuta con biscotti sbriciolati e burro, crema a base di formaggio, uova zucchero, decorata con lamponi, o fragole, frutta, cioccolato o altro.

E le mie due preferite: banana cream pie: una sorta di cheese cake ma con crema e banana,

Key Lime pie: crostata con crema latte condensato aromatizzata al lime delle isole Key e meringa, se ne parla pure in una puntata di Dexter.

I cookies, i biscotti, bei biscottoni con gocce di cioccolato, o con uvetta, o cioccolato bianco, o arachidi.

E crediateci o no, nonostante il primato universale del gelato italiano, ora sì che vi stupirò, se si parla di gelato industriale, quello americano è meglio.

Alcune varietà americane di gelato poi sono davvero strepitose: lo s’more, che imitando lo s’more, di cui ho già parlato, è un gelato alla vaniglia con pezzettoni di cioccolato,

pezzetti di biscotti e ciliegie; quello all’oreo cookie, di nuovo alla vaniglia con pezzi di biscotti oreo

e il mitico cookie dough, sempre vaniglia con pezzetti di cioccolato ma anche palline di impasto per biscotti, sì, e sì, crudo, e già, lo so, suona terribile ma è fantastico, presenza fissa nel mio freezer.

Books for (Italian) dummies #1.

There is this big fat volume that surely will answer a lot of questions about The States

Americana. Storie e culture degli Stati Uniti dalla A alla Z (Milano, Il Saggiatore, 2012), edited by Mario Maffi, professor of Anglo-American Literatures and other researchers of the University of Milan: Cinzia Scarpino, Cinzia Schiavini, Sostene Massimo Zangari.

Pros and Cons.

Pros: variety, there’s un po’ di tutto, ‘a little bit of everything’. Completeness: any concept described, any definition, always includes an historical explanation, examples, and a complete bibliography.

Cons: it’s a dictionary. As a consequence not the kind of book you can read from the fist to the last page.

But excellent for reference or to satisky your curiosity

L’America spiegata agli Italiani. In libri #1

C’è un bel volumone, pubblicato da Il Saggiatore che può rispondere a un bel po’ di domande sugli Stati Uniti.

Si tratta di Americana. Storie e culture degli Stati Uniti dalla A alla Z (Milano, Il Saggiatore, 2012).

Curato da Mario Maffi, professore di letterature Anglo-Americane e da altri ricercatori dell’università di Milano: Cinzia Scarpino, Cinzia Schiavini, Sostene Massimo Zangari.

Pregi, la varietà: c’è veramente un po’ di tutto; la completezza delle informazioni: ogni nozione, anche quella che può parere più insignificante è inquadrata storicamente, corredata di una vasta bibliografia.

Difetti: è un dizionario. Quindi ottimo per consultazione, non certo facile da leggere da cima a fondo come lettura di piacere.

Ma di certo potrà rispondere a moltissime domande.