L’America spiegata agli Italiani #20

Si parla spesso di cibo-spazzatura.

In genere si addita il fritto come re della categoria, e in Italia quando si dice fritto si pensa alla frittura di pesce, alla cotoletta, alle patatine, alle panelle, ai panzerotti…

Negli esempi più virtuosi fritto in olio d’oliva, nei casi peggiori in olio di semi.

Ma il cibo-spazzatura nostrano è nulla al confronto di quello che si può trovare oltreoceano. Il concetto di unhealthy o junk-food, si estende all’infinito fino a comprendere le somme vette di ciò che da noi sarebbe a malapena definito commestibile.

Mi limiterò ai fritti.

Durante la mia prima settimana nel Mid-west, ospite di una simpatica famiglia locale, fui accompagnata alla State fair, un enorme fiera dei produttori locali (statali).

Per la prima volta ho avuto modo di confrontarmi con il fair food, in particolare, con il qualsiasicosafritto.

Qui ho fatto la conoscenza con il corn-dog: un wurstel ricoperto di una pastella di granoturco messo su uno stecco e fritto

Esiste anche una versione con patatine fritte al posto della pastella di mais, il french fries coated dog:

Ma questo è nulla.

Pare che in Texas siano capaci di friggere un intero cheese burger, pane compreso: ecco a voi il deep fried cheese burger:

C’è addirittura una versione dell’orrore con (non domandatemi perché) burro d’arachidi e banana ad accompagnare carne e formaggio.

Di fronte a questo cosa volete che sia la pizza fritta? E no, naturalmente non mi sto riferendo alla tradizionale pizza fritta napoletana, ma alla pizza americana (di cui ho già parlato) pastellata e deep fried:

Qualcosa che sfida le leggi della fisica? Eccovi serviti.
Deep fried salsa (la salsa messicana a base di pomodoro verdure e spezie che accompagna i nachos), mescolata con pastella di mais e fritta:

Ma la corona di supremo cibo spazzatura va senz’altro al deep fried butter.
Sì.
Esatto.
Burro.
Fritto.

Qualcosa di dolce? C’è il deep fried buble gum: sì avete capito bene, bocconcini dolci al gusto di gomma da masticare (normalmente alla fragola). Grazie a Dio non sono fatti con vera gomma ma con marshmallows al gusto di gomma da masticare:

Uno dei tipi di caramella più amate negli States sono i jelly beans, letteralmente ‘fagioli di gelatina’, al sapore di frutta

Ebbene sì, friggono pure quelli.

E ora una passeggiata ai confini della realtà.

Deep fried coke: sciroppo di coca cola addensato con amido di mais, fritto a pallette, zuccherato e servito con panna montata

Credeteci, è vero:

La stessa cosa si può fare (?) con il the freddo: deep fried sweet tea:

E chiudiamo con la birra: in formato ravioli:

Naturalmente su tutto questo aleggia una sola domanda:

Perché?

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3 thoughts on “L’America spiegata agli Italiani #20

  1. Mi sono sentito male solo guardando le foto. Grazie per questo viaggio nell’orrore… 🙂
    Se mi dovesse andar male con quello che faccio verrò negli States a vendere “pallette” di pecora impanate e fritte, magari andranno di moda, chi lo sa…

  2. Pingback: L’America spiegata agli Italiani #29 | misshome

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