L’America spiegata agli Italiani #18

La scuola americana.

Si comincia prima: a 5 anni, con la scuola elementare, elementary o primary school.

E la scuola non la scegli. Devi andare a quella del quartiere in cui abiti. Ecco perché la scelta del quartiere è così importante.

Le scuole sono, manco a dirlo, grandi, colorate, ogni insegnante ha la sua aula, con attrezzature e giocattoli, normalmente i bambini hanno una o due maestre.

I bimbi vanno a scuola la mattina presto, pranzano alla mensa e tornano a casa a metà pomeriggio.

L’autobus della scuola li prende praticamente davanti all’uscio e lì li riaccompagna.

Il mitico pulmino della scuola, giallo, lentissimo, che si ferma ogni cento metri per far scendere i pargoli, e non lo puoi assolutamente superare. Quindi se per caso vi trovate a passare nelle vicinanze di una scuola all’ora dell’uscita, auguri, perché già il limite di velocità è bassissimo a priori di fronte alle scuole, poi, oltre ai lentissimi pullmini, ci sono anche frotte di genitori in attesa.

Ogni scuola ha a disposizione un numero imbarazzante di furgoncini trasporta-pargoli: parcheggi interi pieni, una vera flotta.

Le mense scolastiche americane farebbero inorridire la maggior parte delle italiche genitrici e piangere la maggior parte degli italici fanciulli.

Il cuoco inglese Jamie Oliver ha registrato documentari interessanti in materia…

…la signora Obama pare si sia lanciata in una vera e propria crociata per rendere i pasti scolastici più sani.

Molte mamme americane non hanno in simpatia le mense scolastiche e mandano a scuola i loro bimbi con un lunch box da loro accuratamente preparato.

Ma spesso anche in questo caso i bimbi non si salvano da cibi salutari quanto patatine, salatini e panini pieni di grassi, burro d’arachidi in primis.

Alla fine della Elementary School, ci sono la “Middle School” (3 anni) o “Junior High” e poi la “High School” quella che abbiamo visto tante volte nei film e nelle serie tv.

Alla “High School” gli studenti si scelgono da soli i corsi da seguire (!), con l’aiuto di un consulente, che all’occorrenza poi monitora i loro progressi e interviene in caso di necessità. Anche qui ogni insegnante ha la sua aula o laboratorio, e sono i ragazzi a spostarsi.

Sappiate però che, nonostante ciò che avete visto nei film, le rane, nel laboratorio di scienze, non si sezionano più dagli anni ’60.

In genere le scuole hanno tutta una serie di strutture che noi possiamo solo sognare: laboratori, teatri, palestre, campi da basket, baseball, football, veri e propri stadi all’aperto dove il pubblico può assistere alle partite. Ci sono poi i vari clubs di diverse attività, il teatro, gli scacchi, le cheerleaders, la banda musicale, ecc.

Gli esami sono tutti scritti, sotto forma di quiz, ma viene data molta importanza alla partecipazione in classe, al dibattito, alle attività pratiche, come le famose fiere della scienza in cui gli studenti preparano modelli di vulcani che eruttano davvero.

Poi naturalmente ci sono i balli della scuola, i famosi Prom, abbreviazione del termine ottocentesco di origine francese promenade, in cui i ragazzi mettono lo smoking, portano alle ragazze il corsage e a volte affittano una limousine.

Pif su tutto questo ha girato una puntata de “Il testimone”. Abbastanza accurata direi! 🙂

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