America for Italian dummies #19

Once, eating some pizza in the US, an Italian colleague told me “You see, you should not consider this pizza, but a typically American dish…”. Well, yes, that’s a good strategy. Being a very tolerant and open-mind Italian, I can tell you that American pizza, like American coffee, is not bad, just different. Very different from the Italian version. But different, of course, doesn’t mean bad. But for any Italian la mamma è sempre la mamma (‘mom is always mom’), and la pizza, the real one, è sempre la pizza.

For your Italian friend will be hard to get used to American pizza sizes; Italian pizzerie, and pizza delivery as well, normally serve a “personal pizza”.

Sharing a big pie is not common;

however it happens in a few places that make pizza al metro (‘pizza by the meter’).

The dough is very different: the American one has a different texture, and very often is too sweet for an Italian taste.

Sauce: Americans love sauces, a little to much for the Italian habits; tomato sauce is very thick and seasoned with herbs and spices. In Italy is just plain tomato sauce.

Cheese: Americans use way too much cheese for Italian standars, plus, it is not original mozzarella cheese.

Toppings: this is the hardest part.

Pepperoni in Italian is ‘peppers’, your Italian friends will be confused…

also, many typically American toppings will be quite hard to accept for them. Chicago style pizza… well, it will look like heresy to the most of them.

Once I met a guy from Chicago. He was very disappointed from Midwest pizza. He said: “Pizza here depresses the Hell out of me!” I sarcastically replied: “Oh really?” and he said: “Yes… why? Oh right! You are Italian!”. So in conclusion, my recommendation is: have a pizza party, but make your own pizza! Buy some good ingredients, and you will make your Italian friends happy!

Advertisements

L’America spiegata agli Italiani #19

Durante la mia prima settimana on campus, ho avuto la seguente conversazione con un collega appena conosciuto:

– “Ti piace il formaggio?”

– “Sì, perché?”

– “Ecco. Scortdatelo”.

E benvenuta negli States.

Non che in America non si trovino formaggi, compresi i nostri, solo che non sono esattamente come te li aspetti, anche se hanno lo stesso nome. Ma su questo torneremo.

Sappiate miei cari che lo stesso vale per la pizza.

Si trova, e praticamente ovunque, ma in forme inaspettate.

Innanzi tutto scordatevi la buona vecchia pizza pro capite

in America la pizza, come tutto il resto, è grande, in genere si condivide tra più commensali. A loro infatti la personal pizza che trovano in Italia sembra così esotica!

Normalmente al ristorante viene messa in mezzo al tavolo e ognuno ne prende una o più porzioni, anche a casa, in genere arriva già tagliata perché i commensali si servano.

La pasta: alta, dolciastra, dalla strana consistenza, talora più simile al pancarrè, spesso unta

Salsa di pomodoro: densa, probabilmente concentrato di pomodoro più che vera salsa, aromatizzata con varie che non sono mai stata in grado di identificare, ma pure quella non è la nostra buona, vecchia, semplice salsa di pomodoro e basta.

Formaggio: almeno 3 dita. Con l’ovvio risultato di rendere ogni fetta pesantissima.

E giungiamo alle dolenti note: i toppings.

Il tipo più famoso di tutti è probabilmente la famigerata pepperoni pizza.

State visualizzando una bella pizza con sopra dei peperoni variopinti? Sbagliato.

Trattasi di pizza con salame piccante “italiano”, fatto con carne di maiale e carne di manzo (!) detto appunto pepperoni. L’equivoco pare si sia generato addirittura nel 1919 (v. http://en.wikipedia.org/wiki/Pepperoni)

I toppigs possono ovviamente variare all’infinito, dalla carne macinata, ai fagioli, all’ananas… Se volete stare sul sicuro o evitare il peggio rimanete saldamente ancorati alla Cheese only.

Se vi siete già scandalizzati sappiate che le cose possono andare molto peggio.

Esiste infatti la Chicago style pizza.

Una cosa indescrivibile e probabilmente inaccettabile per la maggior parte degli italiani.

Una sorta di enorme crostata con i bordi alti e ripiena di una quantità esponenziale di pomodoro e soprattutto formaggio

Una volta ho incontrato un tipo di Chicago, che si lamentava della pizza locale, pessima rispetto a quella di casa sua.

Immaginate cosa e come gli ho risposto.

America for Italian Dummies #18

American Schools. One among many American myths learned through movies and tv-series.

Colorful classrooms…

A Yellow School Bus…

Experiments in the Lab…

They will probably expect to find frogs there… explain them that the 1960s are over.

Besides that, your Italian friends will be satisfied: many of the aspects of the myth are actually true:

The football team, the cheerleaders, the school band…

and related social groups.

The Prom

The graduation ceremony with caps and gowns

They will be delighted to find such things in the real world, and they will ask you tons of questions. Italian school system is so totally different… Italian schools don’t offer many extra curricular activities, school buildings are much smaller, they normally have a little gym, and that’s it. That’s why school sports, science labs, theater clubs, and even social categories such as “nerds” or “cheerleaders” sound so exotic and cool to them!

There is just one thing that will be difficult to accept for them: lunch.

In Italy, traditionally, students have classes only in the morning, they eat their lunch home. “Dopo scuola”, literally ‘after school’, classes and other activity in the afternoon, including lunch, are not mandatory, not all of the schools offer them.

The most of Italian mothers would be probably horrified by the typical lunch tray offered in schools and by the idea of a lunch box

But I guess this is not surprising …

L’America spiegata agli Italiani #18

La scuola americana.

Si comincia prima: a 5 anni, con la scuola elementare, elementary o primary school.

E la scuola non la scegli. Devi andare a quella del quartiere in cui abiti. Ecco perché la scelta del quartiere è così importante.

Le scuole sono, manco a dirlo, grandi, colorate, ogni insegnante ha la sua aula, con attrezzature e giocattoli, normalmente i bambini hanno una o due maestre.

I bimbi vanno a scuola la mattina presto, pranzano alla mensa e tornano a casa a metà pomeriggio.

L’autobus della scuola li prende praticamente davanti all’uscio e lì li riaccompagna.

Il mitico pulmino della scuola, giallo, lentissimo, che si ferma ogni cento metri per far scendere i pargoli, e non lo puoi assolutamente superare. Quindi se per caso vi trovate a passare nelle vicinanze di una scuola all’ora dell’uscita, auguri, perché già il limite di velocità è bassissimo a priori di fronte alle scuole, poi, oltre ai lentissimi pullmini, ci sono anche frotte di genitori in attesa.

Ogni scuola ha a disposizione un numero imbarazzante di furgoncini trasporta-pargoli: parcheggi interi pieni, una vera flotta.

Le mense scolastiche americane farebbero inorridire la maggior parte delle italiche genitrici e piangere la maggior parte degli italici fanciulli.

Il cuoco inglese Jamie Oliver ha registrato documentari interessanti in materia…

…la signora Obama pare si sia lanciata in una vera e propria crociata per rendere i pasti scolastici più sani.

Molte mamme americane non hanno in simpatia le mense scolastiche e mandano a scuola i loro bimbi con un lunch box da loro accuratamente preparato.

Ma spesso anche in questo caso i bimbi non si salvano da cibi salutari quanto patatine, salatini e panini pieni di grassi, burro d’arachidi in primis.

Alla fine della Elementary School, ci sono la “Middle School” (3 anni) o “Junior High” e poi la “High School” quella che abbiamo visto tante volte nei film e nelle serie tv.

Alla “High School” gli studenti si scelgono da soli i corsi da seguire (!), con l’aiuto di un consulente, che all’occorrenza poi monitora i loro progressi e interviene in caso di necessità. Anche qui ogni insegnante ha la sua aula o laboratorio, e sono i ragazzi a spostarsi.

Sappiate però che, nonostante ciò che avete visto nei film, le rane, nel laboratorio di scienze, non si sezionano più dagli anni ’60.

In genere le scuole hanno tutta una serie di strutture che noi possiamo solo sognare: laboratori, teatri, palestre, campi da basket, baseball, football, veri e propri stadi all’aperto dove il pubblico può assistere alle partite. Ci sono poi i vari clubs di diverse attività, il teatro, gli scacchi, le cheerleaders, la banda musicale, ecc.

Gli esami sono tutti scritti, sotto forma di quiz, ma viene data molta importanza alla partecipazione in classe, al dibattito, alle attività pratiche, come le famose fiere della scienza in cui gli studenti preparano modelli di vulcani che eruttano davvero.

Poi naturalmente ci sono i balli della scuola, i famosi Prom, abbreviazione del termine ottocentesco di origine francese promenade, in cui i ragazzi mettono lo smoking, portano alle ragazze il corsage e a volte affittano una limousine.

Pif su tutto questo ha girato una puntata de “Il testimone”. Abbastanza accurata direi! 🙂

America for (Italian) dummies #17

In old American movies men always drink whisky on the rocks

The perfect 1950s wife, greets her husband as he comes home from work, offering him a cocktail.

Even in more recent tv-series ladies gather for a glass on wine, colleagues meet at bar and drink colorful cocktails

High School and College students have parties with tons of iced beer bottles

according to one of the most popular stereotypes the average American guy watches football on tv eating chips and drinking liters of beer.

Now, don’t take this wrong. This is totally fine. But maybe that’s the problem. In Italy drinking alcohol is rarely a problem.

You can buy and drink a beer pretty much everywhere, in or outdoor. A glass of wine for lunch is completely normal. The most Italians don’t even consider beer an alcoholic beverage. My grandfather, good soul, once offered some spumante to a lady, and when she politely said she couldn’t drink alcohol due to some medication she was taking, he was quite puzzled, and replied “but this is NOT wine…”. For him it was in fact some sort of soft drink.

That’s why many Italians in the US need some help to manage American alcohol policies.

Explain them that they are NOT allowed to drink outside, and yes, beer is an alcoholic beverage, and yes, just half a glass of wine for lunch DOES counts as alcohol, and remind them to bring their ID with them, and yes, all the time.

L’America spiegata agli italiani #17

Nei vecchi film americani, ma anche in quelli più recenti, si vedono sempre gli uomini bere whiskey on the rocks, da veri duri.

Nelle pellicole anni ’50 le mogliettine perfette accolgono i loro maritini con un cocktail amorevolmente preparato con le loro mani. Negli episodi delle serie-tv degli ultimi anni si vedono sempre signore che sorseggiano calici di vino rosso, giovani che frequentano locali alla moda in cui si servono cocktail variopinti,

feste piene di bottiglie di birra ghiacciata

gente che guarda la tv ammazzandosi di patatine e birra.

Ma nonostante questa immagine festaiola, bere, negli States, non è così facile come sembra. Che non si può bere, né comprare alcool, da minorenni forse già lo sapete, ma lo sapete che non si può nemmeno servire alcool se si lavora come camerieri ma si hanno meno di 18 anni? E che non si può nemmeno entrare in un negozio che vende alcool (i famosi Liquor stores), ma anche in un bar o pub, senza mostrare un documento?

E poi, vi siete mai chiesti perché nei film si vedono sempre barboni che bevono da una bottiglia in un sacchetto di carta?

Semplice, perché in America è illegale bere all’aperto. Scordatevi panino e birra seduti su una panchina, o durante un pic-nic, o camminando per strada. Checché possa sembrare dai film l’alcool è davvero demonizzato e il suo consumo preso molto seriamente. Mai offrire da bere a un minorenne! E’ reato! Bere un bicchiere di vino a pranzo? Potrebbero guardarvi malissimo e ritenervi alcolizzati. Una donna incinta che beve mezzo bicchiere di vino? Inaccettabile! Guidare con anche solo una birra in corpo può farvi passare una notte in cella, ma anche sputtanarvi la carriera. Se siete immigrati in cerca di un lavoro, essere beccati alla guida in stato di ebrezza significa costringere chiunque decida di assumervi e farvi avere un visto di lavoro o una green card a pagare un avvocato per farvi ripulire la fedina penale. Inutile dire che in pochi sono disposti a farlo. In alcuni stati la domenica non si può nemmeno vendere alcool. Anche le corsie del supermercato vengono sbarrate. In generale, se si compra dell’alcool al supermercato o al Liquor store, sempre dopo aver mostrato il documento ovviamente, la bottiglia deve essere in un sacchetto, non deve essere visibile, e mai e poi mai, aperta. Naturalmente tutto questo proibizionismo non fa che generare mostri: ragazzini che pagano maggiorenni per comprare alcool al loro posto, il bere preso come un lavoro, un vero must del weekend… gente che si riduce in stati inenarrabili…

Paese che vai…

America for (Italian) Dummies #16

The typical Italian goes to Hungary and complains that lasagne doesn’t taste like his mamma’s ones, goes to Japan and complains about coffee because it’s not espresso, goes to France and pasta is not enough al dente.

He doesn’t even conceive the idea of enjoying an original goulash, or give up coffee for a while for a more appropriate tea, or accontentarsi.

Curiously enough the motto “When you are in Rome do what the Romans do” doesn’t apply to the Italians, especially when it comes to food.

So don’t be surprise if they will not appreciate the most popular American snacks.

Peanut butter?

They will show mixed feelings about it.

Peanut butter and jelly?

Even worst.

If you really want to initiate them to the peanut butter tradition, be smart, try with cookies.

Savory snacks: forget about pizza, you will never convert them to the american version of the most popular Italian food ever!

try with breadsticks… but don’t expect great enthusiasm.

Same thing for marshmallows…

…your Italian friends will be puzzled about it…

If you want to educate them, you might try with the camping version, they saw this many times in American movies and they will be curious to taste them

but if you really want to conquer their hearts, make s’mores

nobody could resist this!