L’America spiegata agli Italiani #15.2

Il Galateo Americano II. Le buone notizie.

E come promesso ecco le buone notizie.

Cosa volete, son ragazzi. Storicamente parlando sono dei giovincelli nati l’altro ieri per cui che ci volete fare? Non si tolgono il berretto in classe, non si fanno problemi a mettere i piedi sulle sedie. Ci vuol pazienza.

Però è anche vero che questi giovincelli sono gli inventori del politically correct, e di questo dobbiamo rendergli il merito.

Il politically correct non ha solo a che fare con la politica o la diplomazia, è un concetto molto più terra terra e molto più legato alle buone maniere della vita quotidiana e al semplice rispetto per il prossimo.

Evitare critiche troppo esplicite o distruttive (“questo è sbagliato” “questo non è vero”), introdurre una critica costruttiva o un commento, accompagnare un giudizio negativo con un giudizio positivo: “hai detto giustamente x ma, rispetto a y, mi domandavo…”, “ho molto apprezzato x, per quando riguarda y però credo possa essere migliorato”, “hai detto x, ma hai considerato che…”.

Evitare come a peste affermazioni generiche che fanno di ogni erba un fascio, presumere che un individuo, solo perché fa parte di un gruppo, abbia una determinata caratteristica.

Ad esempio presumere che una donna adori le scarpe, non sappia parcheggiare o non capisca il fuorigioco; o che un uomo ignori l’esistenza di un elettrodomestico detto lavatrice, adori il calcio o non sappia abbinare scarpe e pantaloni.

Semplice e sana buona educazione quotidiana.

In America tutti sorridono. Tutti salutano sorridendo.

Sempre.

Alla faccia dell’Italia che è il paese del sole. Dai raga’ ammettiamolo, siamo, spesso e volentieri, un popolo di musoni.

In US entri nei negozi e non solo ti salutano, ma ti chiedono anche “come stai?”, “cosa posso fare per lei”, se sei in un supermercato “ha trovato tutto quello che cercava?”, “ha bisogno di aiuto” anche prima che tu lo chieda.

Incroci un collega in ascensore e ti chiede come va.

D’accordo, saranno frasi di circostanza, in effetti a volte le persone ti chiedono “how are you?” e non si fermano ad ascoltare la risposta, ma va beh ragazzi, già solo l’atto è da apprezzare. A volte ti mette proprio di buon umore.

Tutti gli italiani in US restano letteralmente sconvolti dalla solarità degli impiegati dell’ufficio postale.

“Buongiorno, come sta questa mattina? Come la posso aiutare?”

“Mi scusi per l’attesa” (di trentacinque secondi)

“C’è qualcos’altro che posso fare per lei oggi?”

In Italia è, il più delle volte, semplicemente fantascienza.

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