L’America spiegata agli Italiani #8

Abbandono momentaneamente il mio elenco alfabetico perché voglio dedicare un doveroso post alla più importante festività nazionale americana…

Thanksgiving!

La Festa del Ringraziamento, quella che tutti abbiamo visto celebrare nei film e nelle serie-tv con le quali siamo cresciuti senza mai capire bene cos’è, è ormai dietro l’angolo

Thanksgiving non ha una data fissa, si festeggia l’ultimo giovedì di novembre e in genere porta con sè alcuni giorni di vacanza (almeno per gli studenti) e un anticipo di Natale.

L’origine della festa risale ai tempi dei Padri Pellegrini, puritani non troppo simpatici al governo che lasciarono l’Inghilterra sulla Mayflower sbarcando nel Nuovo Mondo nel 1621. I 102 pionieri (52 uomini, 18 donne, 32 bambini) si trovarono in una terra sconosciuta e inospitale, non sarebbero sopravvissuti all’inverno se i Nativi Americani non avessero insegnato loro come procurarsi il cibo, insegnando loro cosa coltivare e cosa cacciare. Per ringraziare loro e il Signore i pionieri invitarono i locali a condividere un pasto di ringraziamento, che fu preparato con ciò che il suolo americano offriva: patate, mais, zucca, tacchino.

Oggi Thanksgiving è la festa in cui le famiglie si riuniscono e rendono grazie per quello che hanno.

Normalmente si fa un pasto unico (colazione abbondante e niente pranzo) verso le 4 del pomeriggio (eh sì). La star della “cena” (anche se è dura chiamarla cena a quell’ora) sarà il tacchino, un intero enorme tacchino arrostito al forno per 6 ore almeno, accompagnato dal suo ripieno, normalmente a base di pane, con erbe, spezie e frutta secca (milioni di versioni a seconda dei gusti e delle tradizioni familiari).

L’animale verra tagliato a fettine sottili, normalmente dal maschio dominante del gruppo, e sarà accompagnato oltre che dal suo ripieno o stuffing

dalla mitica cranberries sauce, che normalmente nei film viene tradotto ‘salsa di mirtilli’ ma non lo è affatto, è invece preparata con i craberries,

tecnicamente ‘mirtillo palustre’ che non credo si trovi in italia.
Si tratta di una sorta di marmellata ottenuta facendo bollire le bacche con un po’ di zucchero,

e che ovviamente si trova già pronta anche in forma compatta, che viene tagliata a fettine

Insieme a tutto questo verranno serviti poi vari sides, o contorni, fagiolini, verdure miste saltate, mashed potatoes, cioè patate schiacciate e insaporite con burro, formaggio e altre cose a seconda dei gusti, e normalemente ricoperte di gravy sauce, una salsa preparata con brodo di carne e addensata con amido di mais

e naturalmente sweet potatoes, patate dolci,

preparate in vari modi, o semplicemente cotte intere in forno o nel microonde e servite con burro,

o stufate, o ridotte a purè, o in teglia ricoperte di mashmellows (sì, proprio quelli)

Per finire dolci: pumpkin pie, preparata con zucca e spezie

Pecan pie, con noci pecan

o la nazionalissima apple pie

Si potrà poi seguire la parata in TV o assistervi dal vivo

o guardare un bel film a tema come Pocahontas, o una partita di football.

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One thought on “L’America spiegata agli Italiani #8

  1. Pingback: Quando l’Italia incontra l’America #1 | misshome

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