L’America spiegata agli Italiani #4

Allora dove eravamo arrivati? Alla C di caffè? Bene allora proseguiamo con la D di Diner.

Non mi pare ci sia un termine italiano che possa tradurre accuratamente questoconcetto. I Diners li avete visti mille volte nei film e nelle serie tv. Si tratta di bar-ristoranti, tipicamente in edifici prefabbricati, originari del Midwest e della zona di New York.

Immutati dagli anni ’40

Si trovano un po’ ovunque, dal centro città a zone letteralmente in mezzo al nulla.

Dentro hanno i mitici tavoli con le poltroncine e il bancone con gli sgabelli, dove ti puoi sedere se sei solo.

Arrivi, entri, il cameriere saluta, ti fa sedere, a meno che non ci sia un cartello “sit yourself“, ti porta il menu, magari ti dice gli specials, che sono anche scritti da qualche parte su una lavagna dietro il bancone in genere.

La cameriera il cameriere in genere indossano una maglietta dello stesso colore con la targhetta o il nome ricamato sopra, e in genere si presenta “Hi, I’m … and I will be your server today“.

Il suo stipendio dipende in gran parte dalla mancia quindi è molto più gentile, servizievole e sorridente di quanto l’italiano medio si aspetta.

Ti porta subito l’acqua. Che è gratis. Altra cosa che farà impazzire l’Italiano medio. E tornerà a riempirti il bicchiere ogni volta che lo vedrà vuoto. Dopo un po’ arriverà anche con il mitico e già citato bricco di caffè e ti riempirà l’altrettanto mitica mug.

In genere il pasto sta in un solo piatto, il pane non è dato per scontato, acqua e caffè a profusione, se vuoi dopo potrai ordinare un sandae con la ciliegina o una bella fetta di torta

Inutile dire che, come quasi ogni esercizio pubblico in America sono aperti 24 ore su 24

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4 thoughts on “L’America spiegata agli Italiani #4

  1. Brava Marianna, come sempre. L’acqua gratis, sembra normale, far pagare l’acqua o costringere gli ospiti a comprare quella in b ottiglia è un’eresia. Ci sono tante cose che bisgna imparare dagli americani.

  2. Pingback: L’America spiegata agli Italiani #14 | misshome

  3. Pingback: Quando l’Italia incontra l’America #2 | misshome

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