L’America spiegata agli italiani #3

C come… Caffè naturalmente. Il caffè americano. Tra tanti usi e costumi d’oltreoceano di certo uno dei meno facili da accettare per un italiano. Il caffè che riempie un’intera enorme tazzona.

Il caffè preparato con una macchina che contiene una caraffa.

Il caffè bevuto non dopo ma durante un pasto.

Il caffè che può essere da asporto.

Che può essere bevuto camminando…

Lo so, lo so, è dura da accettare… … ma in fondo non è nemmeno così male… …diverso non vuol mica dire peggiore suvvia! E in fin dei conti il caffè americano fa compagnia più a lungo

è grazie a lui che esiste una cultura dei coffee shop, le caffetterie in cui puoi trascorrere ore bevendo caffè, chiacchierando, leggendo, cazzeggiando o anche facendo qualcosa di produttivo tipo lavorare… Il Coffee shop è quel posto in cui il caffè te lo vai a prendere al banco oppure ti danno solo la tazza e ti servi da solo da questi grandi distributori, in genere zucchero, dolcificanti, latte in polvere zuccherato (sì), sciroppi vari con cui dolcificare il caffè sono a parte

Poi naturalmente ci sono mille mila opzioni, oltre ai mille mila tipi (macchiato, alla nocciola, al caramello, cappuccino…), puoi scegliere anche la miscela di caffè (forte, meno forte, della casa…), la taglia (piccolo, medio, grande, gigante), e “for here or to go?” Unica avvertenza ragazzi: quando proverete il mitico caffè a portar via nel bicchierone di plastica con coperchio e apposita apertura per bere, ricordate che la bevanda così servita, essendo progettata per affrontare anche i -20°C invernali, ha la temperatura del nucleo solare, e voi, inesorabilmente, vi scotterete la lingua.

Advertisements

America for (Italian) dummies #2

We started with the ABC,
so B, as…

Bruch!

My friends, I will confess that, since I landed on the Patrio suol (‘the soil of the Motherland) at the end of May, I was to busy having a great time, and trying to catch up with pane, pizze, gelati and dolci not enjoyed in last four months to miss the U.S. …

I hope you will understand. I didn’t really miss anything from America BUT brunch.

 

The most of Italians nowadays know what a brunch is. They know it’s a mix of breakfast and lunch, normally consumed on late morning during the weekend. As for breakfast, pretty much all Italian will love brunch.

They will find bagels the closest thing to their idea of bread available on “the other side of the Atlantic”

They will like hashbrown potatoes. The most knowlegeable about the art of cooking will say that this is actually very similar to the Rosti prepared in Northern Italy (and Switzerland).

 

They will ask you how to make biscuits, gravy, and eggs benedict (nobody in Italy will ever eat something without a basic knowledge about, at least, the ingredients)…

they will shake their heads, complaining about cholesterol… but they will definitely enjoy them!

At the beginning they will be doubtful about smoked salmon “Pesce a colazione?” (‘Fish for breakfast?!’), but a bagel with cream cheese, smoked salmon, capers, salad and tomatoes will conquer their hearts, as it did with mine.

 

 

L’America spiegata agli Italiani #2

Insomma eravamo partiti dall’ABC…
Beh, B come…

Brunch!

Ragazzi, devo proprio confessarvi che da quando sono rientrata a fine maggio, pur con tutto il mio impegno, dell’America non mi è proprio mancato nulla!

Ecco forse giusto giusto il Brunch

Ordunque partiam dal principio, ossia il nome. Come molti di voi sapranno esso deriva da una contrazione che unisce Breakfast e Lunch, è infatti un pasto a metà strada tra colazione e pranzo, sia per le cibarie che per l’orario in cui si consuma.
Un brunch non si consuma infatti prima delle 10 forse anche 11 di mattina e può essere variamente composto. Le opzioni sono praticamente infinite.

Naturalmente sarà possibile scegliere tutte i classici breakfast foods già descritti nel post precedente, uova, bacon, omelettes, pancakes, waffles…

In genere i bagles non mancano mai, naturalmente con vari tipi di possibili farciture

Di per sé il bagle altro non è che una ciambellina salata, semplice o aromatizzata in vari modi possibili dolci o salati (all’uvetta, ricoperta di sesamo o di semi vari, ai mirtilli…), nonché, a mio avviso, la cosa più simile a quello che noi definiamo pane reperibile sull’altro lato dell’Atlantico.

In genere il bagel è accompagnato dal cream cheese, formaggio cremoso (tipo Philadelphia per intenderci), spesso te lo servono già tagliato a metà perché tu lo possa spalmare più facilmente, e già tostato

In un brunch il buon vecchio iperversatile bagel può essere servito ripieno di o accompagnato da ogni possibile breakfast food

uno dei miei preferiti era quello accompagnato da salmone affumicato, pomodoro, insalata, cream cheese e capperi. Gnam!

So cosa penserete: “pesce a colazione?!”. Sì. Fidatevi.

Altro grande classico: Eggs benedict

un English muffin

tostato, con sopra una fetta di prosciutto e un uovo in camicia, il tutto ricoperto di (a volte sommerso da) salsa olandese (che per la cronaca è fatta con altre uova) accompagnato da patate, verdure (pomodori, funghetti…) e/o frutta

Zittite il vostro fegato, dimenticate il colesterolo, è una di quelle cose che una volta nella vita van provate.

Non uno dei miei preferiti ma un altro big American classic è biscuits and gravy, dei biscottoni salati burrosissimi ricoperti (affogati) da una salsa fatta con latte, panna e qualche tipo di carne, salsiccia, bacon, o manzo tritato

Parliamo un secondo di contorni. Oltre alle solite patate una cosa decisamente da provare sono le Hashbrown potatoes

null’altro che patate grattugiate, disposte su una padella oliata, appiattite a frittella e cotte fino a completa doratura, alle quali si possono aggiungere cipolle e /o formaggio.

Quest’orgia culinaria può essere accompagnata da diverse bevande, molto popolare il mimosa

Ahhh mi manca il Brunch, anche e soprattutto come occasione sociale…

America for (Italian) dummies #1.

Let’s start from the beginning, let’s start with the ABC…

A as America

A as Apple Pie!

As American as Apple pie right?

Well, of course, but no, not for the Italians at least.

If you ask a random Italian to mention something that represents the US, he/she will say baseball, the NBA, football, New York skyscrapers, California beaches, Cowboys, big cars, highways across the desert.

I don’t think anyone would mention apple pie at all.

The Italians actually don’t have the concept of pie. In Italy there are at least 5 different version of torta di mele, but none of those in a pie.

B as Bacon, Breakfast, Burger…

All right, THIS is something that any Italian would associate with the States.

If you say America, anyone immediately thinks about burgers, or rather hamburgers, or rather ambùrger, according to the Italian (mis)pronunciation.

Breakfast with eggs and bacon. Here’s another American myth.

But what many Italians ignore is the variety of breakfast food available in the States. The main source of american culture knowledge for the most of us, is tv, and specifically American tv series or movies. And normally in american tv series broadcasted in Italy the word pancake is awkwardly translated with frittelle (‘fritters’). As a result Italians don’t quite grasp the concept of pancakes, nor waffles.

The average Italian eats a single egg a time, nutritionists actually recommend no more than three-four eggs… a week, so nobody really imagine that a regular omelette is prepared with 3 eggs a person!

And I guess no one can imagine that an entire breakfast can fit into an English muffin, a burrito or a Burger…

But let me say that once they try a typical American breakfast, pretty much every Italian loves it! 🙂

L’America spiegata agli Italiani #1

Beh direi di partire dall’inizio, dall’A, B, C.

Se si chiede a un italiano di pensare a qualcosa ce rappresenti l’America probabilmente menzionerebbe il Baseball, il Basket, il Football, i grattacieli di New York, le spiagge della California, i Cowboys e il Far West, il caffé lungo, i macchinoni, le strade in mezzo al deserto

Credo che nessuno menzionerebbe la torta di mele nelle prime cinque.

Ma gli americani dicono “As American as Apple Pie

Quindi A come Apple Pie

che poi magari in Inghilterra o nel Nord Europa la torta di mele con la pasta brisée la preparavano anche prima della dichiarazione di Indipendenza… chissà, magari anche prima che gli Europei arrivassero da quelle parti… ma non vorremo mica rovinare un mito nazionale!

B come Breakfast, Bacon, Burger…

ecco questo sì. Se dici America la gente pensa immediatamente ai Burgers (ˈhamˌbərgər non ambùrgher) con il pane al sesamo, pomodoro, insalata, patatine fritte e ketchup.

E comunque spesso e volentieri loro lo chiamano solo Burger

O al bacon con le uova a colazione.

Ma procediamo con ordine.

Ho sentito molti americani dire che noi non mangiamo nulla a colazione. Sì, in effetti c’è qualcuno che salta la colazione del tutto, qualcuno che prende solo un caffè, ma credo che la maggior parte delle persone si dedichino religiosamente al carboidrato, in forma di biscotto, merendina, brioscina del bar, pane in varie forme, o anche toast, focaccine e per i più creativi anche pizzette e panini, accompagnati da caffè, cappuccino, the o succhi.

Tempo di preparazione da zero a 5 minuti massimo (quanto ci vuoi mettere a farti una moka e scartare una merendina?).

Beh per gli amici americani è decisamente un big deal.

Uova, pane tostato (rigirosamente, che vorrai mica mangiarlo… crudo?) imburrato (vorremo mica farci mancare la dose giornaliera di burro?), e proteine. Di base. Caffè, the, succhi, ma anche Coca-cola. Blasfemia per qualsiasi stomaco italiano a colazione. Sodas, e anche ketchup, perché in genere il contorno delle suddette proteine sono patate fritte (oh, yes) o preparate in altro modo. Per la parte dolce ci sono poi i celeberrimi pancakes, in genere malamente tradotti nelle serie tv con “frittelle”, o i waffles, con l’altrettanto noto sciroppo d’acero. Nessun problema a servirli con un contorno di bacon.

I pancakes in genere sono impilati, almeno 3, ma anche 5, e grondanti sciroppo (e fatemi dire: slurp!)

le uova non sono mai semplici uova, possono essere all’occhio di bue, strapazzate, o in forma di omelette, se ne prendi solo uno alla volta sei strano, sono sempre almeno due, nessuna omelette è fatta con meno di 3 uova (a persona ovvio)

Il tutto può pure essere infilato dentro un English muffin

o in un burrito, generando un beakfast burrito

Su qualche menu ho letto anche Breakfast pizza ma ho fatto finta di non vederlo!

In ogni caso ragazzi fidatevi la colazione Americana merita 🙂

The New Life of Misshome – The Very Inspiring Blogger Award

Intro

Approfitto di questo interludio tra la fine di un progetto e l’inizio di uno nuovo per portare in questo blog un anelito di ribellione e libero un post.

Dopo un anno di post serrati (uno al giorno no matter what) e monotematici (pur nella loro varietà), tenuti al guinzaglio corto insomma, è ora di mollare e lasciarne qualcuno libero di razzolare qua è là come Georgie che corre felice sul prato (o campo minato…). Senza costrizioni tematiche, senza il vincolo della quotidianità, senza le briglie di un progetto, vai post vai! Corri! Libero!

LiberaPost! “The Very Inspiring Blogger Award”

Insomma è in questo piccolo Limbo anarchico in cui con una piccola rivoluzione comincia la nuova vita di Misshome, che inserisco un postucolo sul “The Very inspiring Blogger Award”

Prima di tutto ecco le regole che riporto religiosamente:

1. Ringraziare il/il blogger che vi ha nominato.

2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio.

3. Condividere 7 fatti su di voi.

4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination.

E senza tanti giri di parole ecco il resto:

Ringrazio Alessandra per avermi citata nel suo blog Una lettrice

7 assolutamente irrilevanti fatti su di me 

(che per essere anticonformista non numererò ma…

come cavolo si dice usare le lettere al posto dei numeri? Beh quello):

a. di recente sono entrata in una taglia 42 l’apocalisse è vicina

b. prima o poi dovrò levarmi la soddisfazione di dare un cazzotto in faccia a qualcuno

c. ho vinto una scommessa con una collega che mi ha detto “non avrai mai il coraggio di andare al seminario di filologia con quella maglietta (Smiley con la scritta “NERDY”).

d. odio con tutto il cuore l’anima e le forze la parola “f*ga”, e non capisco come per qualcuno possa essere un complimento.

e. una volta, da piccole, io e mia cugina siamo state lasciate in macchina di mia zia per alcuni minuti. Mia cugina ha tolto il freno a mano. Naturalmente la macchina era parcheggiata in salita. “Sceeendiiiii!!”. Grazie a Dio ho lasciato la portiera aperta così si è fermata contro un muro invece di arrivare da sola in paese falciando i passanti.

f. qualcuno ha ricostruito l’abero genealogico della mia famiglia risalendo fino alla metà del ‘500 quando il mio progenitore Menghino Da ll’Orso giunse in terra di Lunigiana da oltreappennino.

g. ho dovuto contare questi fatti perché non sto usando i numeri.

I miei 15 blog

(Cavolo 15 son tanti…)

  1. Gendermom un blog di una bellezza commovente, sul serio gente, scalderebbe il cuore di un pezzo di dolomite
  2. Una Lettrice perché dai è tanto bello parlare di libri (e non solo)
  3. Greedy Foodster “for the love of life and food” perché il cibo è tanto bello, il suo poi è pure fotogenico.
  4. Chef’s Blog più o meno per le stesse ragioni dette sopra e anche perché un Foodservice che si chiama Leathams per un Italiano suona divertente
  5. Ho dimenticato qualcosa, foto meravigliose e capacità di sintesi
  6. Meanderings abound mi ha ispirato non pochi posts e viaggi mentali, che magari prima o poi farò
  7. The Travelling Pantry non vorrei essere ripetitiva ma i food blogs sono una droga per me
  8. Ricottaforte ho come l’impressione che abbiamo parecchio in comune
  9. SicilySelfies perché è una signora solare come la sua terra
  10. Kahlunnia un po’ di notizie da e sull’Italia bisognerà pur leggerle
  11. Not just another Dolcevita perché non lo è, ma è meglio
  12. Veggiezest mi fa venire fame ed è veg
  13. Bagni di Lucca and beyond perché il nome mi fa sentire aria di casa e le foto mi fanno venire voglia di viaggiare
  14. Julide Etem perché Julide è tanto cara ed è una brillante documentarista italianista turca (sul serio eh mica era una rima a caso)
  15. Ryan Bolton bellissime immagini dal mondo

New Project! #L’America spiegata agli Italiani/America for (Italian) dummies – 0

E dopo la lieta conclusione del glorioso misshome project – aka ogni giorno una cosa che mi manca di casa per un anno – eccoci a Miss O. vi spiega l’America, perché la vecchia saggia Miss O. sa cosa vi aspettare e sa come stupirvi

And after the end of the glorious misshome project – aka every day one more thing I miss of Italy, one year of nostalgia – it’s time for Miss O. to explain America to her fellow countrymen. Because the old and wise Miss O. knows what you guys expect and how to surprise you.